Nel tornare verso Nord: una giornata fra Alberobello e Matera

Come qualcuno saprà, ho trascorso l’ultima settimana di Agosto in vacanza in Salento godendomi mare, sole e relax. All’ultimo momento io e il mio ragazzo abbiamo scoperto di avere un giorno libero in più, così abbiamo deciso di rimanere in giro per il Sud Italia, ma non a Gallipoli. Volevamo salutare definitivamente i mesi che davvero sanno di estate godendoci le nostre ultime 24 ore di libertà, ma allo stesso tempo ci sembrava una buona idea scegliere una metà un po’ più a Nord, per avvicinarci a casa – il viaggio in macchina Prato-Gallipoli è di circa 10 ore.
Così la scelta è ricaduta su Matera. A una condizione, da me posta: passare una mattinata anche ad Alberobello. Per qualche strano motivo è una città che ho sempre voluto visitare.
Domenica 30 Agosto ci siamo alzati presto, siamo saliti in macchina e in un paio d’ore eravamo ad Alberobello.
Che dire? Che sembrava avessi 5 anni, mese più, mese meno. Ho girovagato fra quelle che sembravano casine di gnomi con gli occhi a cuore per tutta la mattina. I rulli, come li ho chiamati da quel momento in poi, per i comuni mortali conosciuti come trulli, sono costruzioni in pietra a secco, hanno un simpatico e singolare tetto a cono, a punta – la bambina che è in me lo ha visto davvero molto simile al cappello di una strega – e sono riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 1996. Piccoli e decisamente buffi, nella via principale la maggior parte oggi è adibita a negozio – soprattutto di souvenir: me ne sono subito accaparrato uno, un mini-rullo che adesso alberga sul mio comodino.

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Sul tetto di alcuni trulli, o in cima ad esso, spesso c’è un simbolo strano, una sorta di runa, che si dice servisse a scacciare il malocchio o a portare fortuna agli abitanti della casa.

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Dal Belvedere Santa Lucia, una piccola terrazza nel centro di Alberobello, si può godere della vista dei trulli dall’alto: sul serio, sembrano tanti piccoli cappelli da strega!

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Abbiamo girovagato per le viuzze di Alberobello per tutta la mattina – sono riuscita anche a cadere, dato che le strade sono tutte più o meno in pendenza – e abbiamo pranzato in un bar del centro, per poi ripartire alla volta di Matera, distante circa un’ora. Premessa: a Matera si può dormire in alberghi e B&B ricavati nei Sassi, idea che mi è sembrata ottima per calarmi nell’atmosfera della città.
Altra premessa: non si può arrivare ai Sassi con la macchina. Per ovvi motivi, direte voi. In certe stradine non passa bene nemmeno la bicicletta, figuriamoci un’automobile.
Ma questo era, ecco, un dettaglio che avevamo totalmente ignorato fino al nostro arrivo.
Non posso negare di aver provato un iniziale risentimento verso Matera: sotto il sole, abbiamo dovuto girare come trottole, in su e in giù, coi bagagli, perchè non trovavamo il nostro B&B. Stavo cominciando a odiare quelle stradine piccole, strette, piene di scalini, dove peraltro è abbastanza facile scivolare, come ad Alberobello. Dopo un’ora di tortura, siamo finalmente arrivati a destinazione: la nostra camera era una sorta di mini-appartamento, con tanto di piccolo frigo e angolo cottura, davvero grazioso. Unica nota negativa: c’era solo una finestrina, dalle dimensioni di un foglio A4, e col caldo di quest’estate, circolava veramente poca aria.
Dopo un po’ di riposo e una bella doccia rigenerante, ci siamo fatti coraggio e siamo usciti.
Seguire l’itinerario a piedi è decisamente il modo migliore per avere una panoramica sulla città. Lungo la via troverete alcune abitazioni scavate nei Sassi aperte al pubblico: spesso proprietà di vecchi signori del posto, sono state donate al comune, e con pochi euro potrete entrarci e ascoltare qualche buona storia su come venivano costruite e sulla disposizione degli oggetti di vita comune all’interno di esse.
Il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano costituiscono il centro di Matera, anch’esso dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. E quando ci si trova di fronte a certi scorci, si capisce subito il perchè.

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Più si fa buio, più Matera diventa suggestiva.

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Il mio iniziale risentimento è scomparso davvero velocemente. Era solo la stanchezza a parlare.
Matera è piccola, bastano 24 ore per visitarla. Ma è magica. Non è cosa da tutti i giorni passeggiare, dormire, mangiare, vivere in una città completamente scavata nella pietra, ed essere consapevoli che questo viene fatto da millenni.
La sera abbiamo fatto un aperitivo e cenato in centro, e dopo un ultimo giro fra i Sassi illuminati, siamo andati a dormire.
La giornata trascorsa fra Alberobello e Matera è stata una delle più ricche e suggestive di tutta la vacanza, un’ottima conclusione di essa e un gran bel modo di prepararsi psicologicamente alle mille ore di auto che ci aspettavano per il giorno dopo.
Quindi se avete intenzione di fare una faticaccia per arrivare a Sud della Puglia in macchina, non vi dimenticate di farla fino in fondo. Risalite, andate ad Alberobello, e dormite nei Sassi di Matera. E non rimpiangerete di sicuro la vita di mare fatta fino a quel momento!

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2 pensieri su “Nel tornare verso Nord: una giornata fra Alberobello e Matera

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