O Puglia Puglia mia

Non mi era mai successo, da quando ho memoria di aver fatto vacanze diverse dall’andare nella mia piccola casina al mare a un’ora da dove abito, di rimanere in Italia un’estate intera. La mia vacanza ideale esclude giornate “perse” al mare e non ha mai contemplato le ferrate in montagna: son per girare, come si suol dire. Scarpe comode, jeans e maglietta, Lonely Planet alla mano, predisposizione a nuovi sapori e odori e una città da visitare: di solito nei miei piani c’è questo, solo questo. Almeno per adesso.

L’inversione di rotta di quest’estate è arrivata per una serie di fattori: compagnie che avevano bisogno anche di relax e non solo di immersioni nella cultura, l’essersi aggregata all’ultimo a viaggi già impostati. E così mi son trovata a comprare sì due Lonely Planet, ma regionali: Sicilia e Puglia.

Anacronisticamente vorrei parlare prima della Puglia.

L’ultima settimana di Agosto a Gallipoli è come quella centrale in Versilia: gente ovunque, di tutte le età. L’avvicinarsi dell’autunno non sembra un pensiero contemplato dei vacanzieri che la scelgono come meta. So che a Gallipoli ci si va (anche) a fare vacanze stile Ibiza: aperitivo, due cocktail in passeggiata, discoteca, dormita fino alle due del pomeriggio, altro pisolino nella spiaggia più vicina all’appartamento. Ma nei miei piani, ancora, c’era qualcosa di diverso: per una volta che vado a fare vacanza di mare, e vediamolo un po’ questo grande mare! E la vita di mare esclude quella dei divertimenti: la sveglia presto al mattino scoraggia ogni ballerino. E la vita di coppia rende un po’ più “tranquilli”.

Quindi consultando sia la guida sia mille siti internet, ho fatto una scelta delle spiagge da vedere. La scelta è ricaduta quasi sempre su quelle scogliose, per via dell’acqua più bella.

Il primo giorno sono siamo stati a Lido Punta Pizzo, uno dei pochi posti dove abbiamo toccato la sabbia vera. Non troppo lontano dal mio nostro B&B era l’ideale dopo 10 ore di macchina (sì, sembrava il viaggio della speranza). Non mi ha entusiasmato, ma diciamo che la stanchezza ha giocato un ruolo importante.

Il secondo giorno siamo stati a Torre dell’Orso, sulla costa orientale, in una spiaggetta fra due scogliere – mi sono anche tuffata da lì, incredibile! Affollatissima, conviene svegliarsi di buona lena, pena la sofferenza di un caldo atroce fra gli ombrelloni e gli asciugamani dell’ultima fila.

Il terzo giorno siamo rimasti dalle parti di Lido Conchiglia, rimanendo quindi vicino a Gallipoli, perchè la sera nei piani c’era di andare a Lecce, quindi non potevamo perdere troppo tempo in spostamenti. Una parte delle costa, scogliosissssssima, molto “wild”, offre qualche punto strategico per piazzare l’ombrellone e godersi il mare, che lì, sul serio, è uno spettacolo.

Il quarto giorno è stata la volta di Porto Selvaggio: se si ha voglia di fare due passi prima di andare a rilassarsi in spiaggia, è la meta ideale. C’è da percorrere più di un kilometro a piedi in una specie di pineta/riserva naturale per arrivare al mare, ma ne vale la pena. E poi la pineta è perfetta per la pennichella pomeridiana! Abbiamo visto Porto Selvaggio dal mare il giorno successivo, perchè abbiamo fatto un’escursione in barca.

L’ultimo giorno è stato dedicato a Santa Maria di Leuca, posto più a sud, nella punta del Salento. Nella località Ciolo c’è uno… spiazzo, una gettata di cemento dalla quale si accede direttamente al mare, cristallino, pieno di scogli attorni dai quali potersi tuffare. Ma il problema afa qui si fa sentire tantissimo: non c’è posto per l’ombrellone, quindi le scelte sono solo due: stare a bagno tutto il giorno o cuocere al sole.

Credo di essere ancora molto indecisa sul posto che mi è piaciuto di più. Forse Porto Selvaggio, per la sua vaga somiglianza con Cala Violina data dal percorso da “affrontare” per arrivarci. O forse Ciolo, che avrei sicuramente apprezzato di più se solo ci fosse stato qualche grado in meno. O forse… non saprei, i giorni che mi son presa per queste vacanze son quasi pochi per vedere tutto quello che solo di mare il Salento offre.

Per quanto riguarda la sera, Gallipoli è “viva” anche nella sua parte vecchia. Negozietti, ristorantini, bar. La parte nuova si anima più tardi.

Otranto è un chicco, con le sue mura e il suo castello imponente, la sua passeggiata lungomare costellata da piazzette dove il folklore colora la notte.

Lecce, nella giornata di Sant’Oronzo (26 Agosto), festa del patrono, è allegra, piena di luminarie: la gente si riversa in qualsiasi via o vicolo, senza dimenticarsi di affollare la strada lungo la quale viene fatto una specie di mercato, in cui principalmente si trovano dolciumi e “aggeggi” per la casa: taglia patate-trapani, tappetini magici anti sporco, tritatutto di ultima generazione…

Nardò invece è abbastanza tranquilla, non c’è molto da vedere. Ci sono però, a quanto pare, un sacco di ristoranti dove leccarsi i baffi.

Sono rimasta veramente sorpresa da ciò che mi ha lasciato questa vacanza: immagini coloratissime, vivide, che non credo riuscirò a scordarmi tanto facilmente, con conseguente rivalutazione di ciò che comporta una “vacanza di mare”, tranquillità d’animo utile ad affrontare la sessione di settembre, relax fisico (anche se, credo, anche qualche chilo in più!) e finalmente la consapevolezza del perchè un sacco di turisti stranieri scelgono l’Italia del sud per le loro vacanze. Quindi in definitiva… le capitali che ho “perso” quest’estate mi aspettano ora per ottobre o novembre, quando me le potrò godere senza la ressa!

B&B Ghalà

Ristoranti:

Angolo blu – Gallipoli

Simufritti – Gallipoli

Agriturismo da Marta – Otranto (leggermente fuori dal centro)

Corte Santa Lucia – Nardò

Escursione:

Geppe Primo Charter, Gallipoli

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