Di viaggi e compromessi

Chissà poi perché questa continua voglia di andare, vagare, vedere. È un’emozione che arriva dritta al cuore con una cadenza piuttosto regolare: ogni tre mesi di media, due se l’ultimo viaggio è stato deludente, quattro se invece mi ha entusiasmato. E ogni volta arriva con così tanta naturalezza che non lascia neanche il tempo di capire cosa l’ha mandata, cosa ti spinge a dar fondo ai risparmi e a perderti giornate di studio che rimpiangerai quando vedrai la data dell’esame. Quel che è più strano è che prima arriva la voglia di fare un viaggio, e poi arriva la scelta della meta. Quindi, paradossalmente, ti ritrovi in luoghi che non credevi certo pieni di cose interessanti. Ci avevano insegnato invece che non è proprio così: sfogli un giornale, vedi una foto della Polinesia e tac! Le tue prossime vacanze saranno lì, hai deciso, perché una vita senza vedere quelle spiagge non vale la pena d’essere vissuta. Invece no.
Arriva pian piano quella sensazione di urgenza di scappare, mica per sempre, solo per qualche giorno, ma di andarsene. Per reinventarsi. Quei giorni sono giorni di rinascita, nonostante le poche ore di sonno e le maratone nelle metropoli più grande per riuscire a vedere e fotografare tutto. Rinascita perché nel confronto col diverso trovi spesso risposte a domande banali che a casa, al calduccio del tuo letto e dei tuoi cari, ti sembrano dilemmi irrisolvibili. Il diverso in ogni sua sfumatura: prima di tutto gente diversa, ma anche sapori, colori, odori. Quei quattro giorni ti riattivano i sensi, ti rimettono in moto parti del corpo che ti eri scordato di avere. In quei quattro giorni puoi indossare l’unica maschera che ti calza a pennello: la tua. Perché nell’ordinario spesso rimaniamo intrappolati in vestiti che ci stanno stretti, e non ci sentiamo giustificati a cambiarli, “perché ormai…”. Un viaggio, per quanto breve, ti permette di cambiare pelle senza stravolgere il tuo equilibrio. È il compromesso perfetto.

(Madrid, here we come. E dire che per quanto ho visto fino a adesso, la Spagna non mi ha entusiasmato.)

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